"Sappi che"

Sappi che, probabilmente, non sai amare

e che la donna alla quale stai accanto 

troverà presto un uomo migliore

con cui fare l’amore.

Sappi che, probabilmente, sono triste

e che sto rimuginando sulle donne

che nella mia giovane esistenza

avrei voluto solo possedere.


Sappi che ho scritto più canzoni

di quante tu ne abbia ascoltate

nella tua intera e miserabile vita,

sì, nella tua maleodorante vita.


Oggi ho confessato al mio sacro padre

che le assi da spostare eran troppo pesanti

e che sto imparando a pesare le parole.

E lui mi ha detto “il lavoro ti libera la mente”.

Poi gli ho parlato della mia sacra madre,

anche del mio sacro migliore amico,

e ho pensato “che bello,

essere complessati!”


Oggi ho pensato tanto, tantissimo,

mi sono insaponato venti volte 

dentro a quel box doccia 

che mi ha visto nudo.


Sappi che il lavoro libera la mente,

forse mio padre lavora per non tornare,

forse mio padre necessita di qualcosa

che non giovi soltanto alle braccia.

Sappi che il sole sta calando

dietro alle colline del Paradiso:

è incredibile, sono ancora vivo,

è incredibile, respiro ancora.


Sappi che mi sento parecchio depresso,

sarà perché non ho una donna da amare,

ma neanche un uomo, un bimbo, un cane.

E Milano al tatto sfugge, quasi fosse sabbia.


E il mondo è mio, ma lo sento di altri,

la testa è mia, ma io la sento altrove,

il corpo appartiene a chi mi ha creato,

le mani sono di chi mi ha accarezzato.


Mentre il sole cala, io non riesco a piangere,

mio padre beve vino, non conosce me.

Si ubriaca e ride come un pazzo 

anche se lui, un pazzo non è.


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